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14/02/2012

L’ITALIA IN ORBITA CON VEGA

 

LANCIATO CON SUCCESSO IL VETTORE SPAZIALE EUROPEO

MADE IN ITALY PROGETTATO E REALIZZATO DA AVIO

 

 

 

Colleferro (Roma), 13 febbraio 2012 –È partito con successo oggi, dal Centro Spaziale Europeo di Kourou, in Guyana Francese, il primo volo di test e qualifica di Vega, il vettore spaziale europeo progettato e realizzato da Avio, gruppo italiano leader del settore aerospaziale.

 

Vega è il primo lanciatore di ultima generazione progettato e sviluppato in Italia, nell’ambito del programma spaziale ESA-ASI, per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti a uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della Terra e il monitoraggio dell’ambiente. Avio, attraverso la propria controllata ELV, ha svolto il ruolo di prime contractor, coordinando sin dall’inizio un progetto che coinvolge 40 aziende di 12 Paesi europei, in collaborazione con istituzioni, imprese e Università.

 

“È un momento di grande soddisfazione e orgoglio, che corona lo sforzo e l’impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner; oggi l’Italia entra a far parte di quel ristrettissimo numero di Paesi che possono vantare una propria tecnologia di accesso allo spazio”, ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato Avio. “Con il lancio di Vega, Avio, già leader europeo per la propulsione spaziale a solido, si afferma oggi in Europa nel ruolo di sistemista. Il nostro impegno non si ferma qui: questo lancio è il primo passo di un percorso che andrà avanti con ulteriori missioni spaziali”.

 

“Oggi raccogliamo i frutti di otto anni di impegno e di lavoro allo sviluppo del nuovo lanciatore, il primo realizzato interamente in fibra di carbonio”, ha dichiarato Pier Giuliano Lasagni, Responsabile Divisione Spazio di Avio. “Tutto questo è stato reso possibile grazie all’entusiasmo e alle competenze del nostro team di Colleferro (RM); il volo di Vega apre una nuova via ai servizi di lancio futuri e ci rende ancora più motivati a proseguire nelle nostre attività di ricerca e sviluppo”.

 

Realizzato per il 65% nello stabilimento Avio di Colleferro, Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che completa la famiglia di lanciatori europei: affianca l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia.

 

Punti di forza commerciali di Vega sono la flessibilità nelle missioni e i costi contenuti, che rendono accessibile lo spazio anche a PMI, Università e Centri di ricerca.

 

Obiettivo del lanciatore Vega, partito oggi da Kourou, è la messa in orbita del satellite LARES, di Almasat-1 e di 7 piccoli satelliti CUBEsat.

 

LARES (Laser Relativity Satellite) permetterà di raggiungere importanti obiettivi scientifici nel campo della fisica gravitazionale, della fisica fondamentale e delle scienze della Terra.

 

I micro satelliti CUBEsat sono stati sviluppati con finalità formative da diverse Università europee, fra le quali il Politecnico di Torino e l’Università di Roma, mentre il micro satellite Almasat-1 è stato progettato da una quarantina di studenti dell’Università di Bologna per validare tecnologie di propulsione spaziale.

 

 

 

 

ABOUT AVIO

Avio è un gruppo internazionale leader del settore aerospaziale, con sede a Torino (Italia). Fondato nel 1908 è presente in 4 continenti con sedi commerciali e 12 insediamenti produttivi. Conta circa 5.200 dipendenti di cui circa 4.400 in Italia. Opera nelle seguenti aree di business: Moduli e componenti ad alta tecnologia  per motori aerei; Spazio; MRO e servizi; Turbine aeroderivate per uso navale e industriale; Sistemi di controllo, d’automazione ed elettrici. È attivo nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico attraverso una rete di laboratori all’interno di campus universitari italiani e collaborazioni con 24 università e centri di ricerca italiani e internazionali.

 

 

 

 

 qui il link dei filmati del lancio:

http://archivio.secrp.it/AVIO_Lancio_VEGA/

Grazie a Filippo Marano

 

CONTATTI

Avio Group Press Office:

Marco Girotto

Tel. +39.011.0084171

Email marco.girotto@aviogroup.com

www.aviogroup.com

      AvioGroup

      @Avio_Group  

 

 

 

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07/02/2012

Progetto AVIO; vettore di lancio sviluppato in Italia

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Avio: tutto pronto per il lanciatore Vega

Grazie al gruppo leader del settore aerospaziale, a breve il primo volo del vettore di lancio sviluppato in Italia

 

Manca poco al primo lancio di Vega, il nuovo lanciatore europeo sviluppato in ambito ESA (Agenzia Spaziale Europea), per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti fino a 1500 Kg, tipicamente a uso istituzionale e scientifico, osservazione della Terra, monitoraggio dell’ambiente.

 

Avio ha un ruolo fondamentale in questo programma, nato dagli studi dei suoi ingegneri dello stabilimento di Colleferro (Roma) negli anni ’90. Il Gruppo, tramite la società ELV costituita nel 2000 con l’Agenzia Spaziale Italiana (70% Avio 30%ASI) proprio per gestire il nuovo programma, è prime contractor del lanciatore e coordina 40 aziende di 12 paesi europei.avio_project

 

Avio, leader europea per la propulsione spaziale a solido, acquisisce  quindi dall’Europa un ruolo da sistemista e permette all’Italia di diventare uno dei 6 paesi al mondo in grado di realizzare un lanciatore completo: la produzione di Vega è realizzata per il 65% nel nostro Paese, all’interno degli stabilimenti del Gruppo a Colleferro (Roma).

 

Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che completa la famiglia di lanciatori europei: affiancherà l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia.

Tutti i lanciatori europei saranno lanciati dallo spazio-porto dell’ESA a Kourou, nella Guyana Francese.

 

Punti di forza commerciali di Vega sono la flessibilità nelle missioni e i costi contenuti che rendono accessibile lo spazio anche a soggetti che prima non avrebbero potuto affrontarne i costi: Università e centri di ricerca.

 

Vega è un esempio dell’applicazione di tecnologie innovative che testimonia la leadership di Avio nella propulsione e la sua capacità di sistemista con competenze relative anche all’avionica del lanciatore.

 

Con Vega l’Italia entra nel ristrettissimo club dei Paesi in grado di accedere allo spazio con proprie tecnologie - ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato di Avio. - Negli ultimi otto anni, il gruppo ha sviluppato un lanciatore fortemente innovativo: il primo interamente in fibra di carbonio, con controlli digitali avanzati e una grande flessibilità di configurazione per mettere in orbita satelliti di diverse dimensioni e funzionalità”.  

 

Oggi Vega è sulla rampa di lancio della base di Kourou, e nei prossimi giorni verrà preso in carico dall’ESA per il suo primo volo di test e qualifica. Si chiude così con successo la prima fase di sviluppo e progettazione, e se ne apre un’altra dove, come per ogni nuovo lanciatore, la messa a punto del vettore e dei sistemi di terra saranno completati solo grazie ai test delle prime missioni. Da non dimenticare, infatti, che secondo i dati NASA e IASS il tasso di successo del primo volo di qualifica per nuovi lanciatori è del 60% circa.

 

articolo inviatomi da Filippo Marano

Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali srl

 

video di presentazione di VEGA :   http://www.youtube.com/watch?v=x3XxBuyhyLU

 

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21/01/2012

I tachioni e la virtù

il tempoVolevo pensare di quante cose non avessi mai visto drante tutta la mia vita.
In quella notte da vagabondo tra le stelle dei Gemelli.
Ad esempio; una supernova che avesse espulso neutrini iperluminali, come quelli del tunnel Ginevra-GranSasso, Zot!
Se fosse, mi sarei sentito attraversare da un'onda... o... da un pacchetto d'onde Frrr.
Ammettiamo che sia successo e non me ne fossi accorto, allora è come se non fosse mai accaduto! Però è accaduto. Diamine di un neutrino, di un pacco di fotoni che come superano 299.792,458 km/S spariscono oltre gli orizzonti. Altre dimensioni.
E io? Pervaso da qualcosa di tachionico, non ho fatto una piega! Sic!
No! Non è mai accaduto. Nulla si porta via nulla, nemmeno l'istante in cui non accade sparisce.zot
L'istante ricorda come segnalibro di un attimo (mammamia!).
IC443 resto di supernova, al mio telescopio non vedo nulla di rilevante... mi fido! Non la vedo ma c'è, mi fido, che devo fare?
Allora, 5000 anni luce di distanza da me... già era esplosa e io non c'ero. E i suoi neutrini, i suoi fotoni vanno a zonzo per l'universo, attraversando pianeti e persone, extragalattici. Vanno, bucano il tempo e lo spazio e si portano via la virtù.
Whap! Un pezzettino della mia virtù, reso grave di un peso con valore immaginario, radice di meno-uno! Se ne va avanti. indietro,lassù e laggiù con-tempo-ra-neamente. metella
Ve lo assicuro, mi manca una parte di virtù che non avrei mai ceduto a nessuno, eppure mi sento depredato virtualmente.
Massì, in fondo, in pratica, non c'è nulla di cui allarmarsi, se, fino a poco fa qualcuno ci ha tolto ancora un po di democrazia. Sapete di quella condizione per cui si è tutti uguali in seno a una giustizia di fondo ineluttabile? Bè, a dirla tutta anche voi lettori siete stati derubati. He, he! Ma cosa c'entrano i neutrini o i fotoni con ciò?
Non lo so, ma credo che ogni pensiero, ragionevole o astruso costruisce la coscienza e quando questa è matura non permetto a niente di derubarmi l'anima, nemmeno fosse una presidenza qualsiasi, terrena o divina.
Allora, voglio regalarvi virtualmente un fotone Ppah!
Tenetelo con cura (se vi riesce!) Conservatene il ricordo se vi scappa via. Ma prima deglutitelo, sentitene il sapore, sà di quark. Vi regalo un "Zat" per riaccendere la coscienza individuale, due passiche possa scaturire la riaccensione della fiammella guida che abbiamo tutti nello stomaco.
Le rivoluzioni nascono da questa scintilla divenuta lingua di fiamma.


Quanto può fare una supernova!

 

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10/07/2011

Perseo; l'eroe e la libertà

perseo costellazioneOsservare, guardare a tutti i lati del possibile senza impietrire, senza aver paura della libertà.
Paolo cercava nuove note con la curiosità di chi avesse sempre fame di informazioni in tutte le forme, dai raggi del Sole, dall'aria e dalle distanze.
In fondo all'astronomia c'è l'universo
In fondo all'universo c'è l'infinito
laggiù o lassù.
Riusciva a vedere la linea congiungente che partiva da Menkhib, zeta in Perseo, ai suoi occhi.
Come un sottile filo di seta luminoso, teso e certo, avrebbe suonato le note delle distanze dei mondi. Questo gli diceva la sua mente, intanto che si accorgeva di mille anni luce. Fredde Unità Astronomiche potrebbero farti congelare e restare così per quasi sempre, per quasi l'eternità. Ecco perché combattere il mostro del congelamento del sapere o della pietrificazione delle anime. Adamo ce lo comunicò sacrificando l'umana immortalità.
Mille anniluce... Diamine ma dove corrono? Su un filo che tocca una stella a 23000 gradi! Certo! Un filo che tocca anche i suoi occhi e tutto il suo essere.
Vicino al Toro ma dentro Perseo, questa dell'eroe gorgonicida brilla in blu a +2,9. Avvolta dalla nebulosa California che ne prende luce e restituisce bande di polveri interstellari dando forma per un immaginario collettivo di penisola americana, ma Paolo non la vedeva sta cosa, questa affinità geografica prettamente egocentrica. Anzi; yenkeecentrica.
Ci vedeva solanto Perseo, completo, con una postura che gli dava ragione della testa della Medusa, Beta (Algol), ancora salda nella sua mano e la sciabola di diamante che il movimento prima gliela aveva recisa. perseo doppio ammasso ngc 889
Menkhib è solo il polpaccio, ma della gamba sulla quale avrebbe appoggiato e richiesto il proprio peso e la propria forza per sferrare il colpo mortale. La stella fulcro del gesto e della libertà.
Essere nello spazio senza più pietrificarsi avendo l'infinito negli occhi.
NGC 869 e 884 appena sopra la testa dell'eroe splendono come conferma luminosa alla bellezza del cielo.

maximoRed

 

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20/02/2011

I contatti con l'Assurdo

louis-marcoussis-nature-morte-a-la-fenetre.jpgDa dove iniziava il cielo laggiù, un pallore come il velo di un fantasma appannava la costellazione del Serpente. Unukalhai resisteva a stento col suo fioco bagliore, unica testa.
Settanta anni luce dalla sua casa, Paolo, affacciato al buio lontano, distingueva a malapena una rossastra che gli faceva rammentare (giustamente) il miele rosso in cui affogò Glauco, dolce morte! Ma poi intervenne Minosse e Poliido per risolvere la faccenda, e vissero felici e cont...
Che storie dietro ogni stella, dietro ogni costellazione... Dalla finestra Paolo stava già viaggiando a ritroso in una mitologia di dèi e semiddìo in epiche assurde. Solo duemila anni fà o più, in una vicina Ellade piena di eroi e mostri vendicativi, nasceva la vita dell'uomo che cercava di ripristinare l'edonismo culturale. Di colpo si rese conto del silenzio, spense la luce della stanza e Unukalhai era li, sola, se avesse messo l'occhio nell'oculare del telescopio non sarebbe cambiato nulla, la mirò così, senza arroganza di nitidezza.
Ofiuco era certo più evidente, e svelava una simbiosi drammatica, anche se non riusciva a vedere tutte le stelle del Serpente (testa e coda) sentiva una sorta di tragedia greca; le due costellazioni emanavano la figura del Laooconte e suoi figli agli inizi della consapevolezza della morte, tra le spire e le smorfie del dolore. Possibile che in cielo ci sia la nostra storia di umanità sotto forma di metafore e futuri? Basterebbe leggere il cielo la notte per essere coscienti di noi stessi?
Ddìo-mio, ma a che penso! si disse. Cosa succederà se continuo a guardare,  se continuo a viaggiare con la mente verso l'infinito... un mucchio di sabbia e ogni granello un milione di secoli! "l'impossibile mucchio" un Clov Delrante, insensato.
Paolo era fisso, immobile, davanti alla finestra e davanti al mondo... aveva approntato il telescopio per uscire sul balcone e si ritrovò elucubrando in una sorte beckettiana cio' che non poteva sussistere in un giorno di civiltà. Non ha senso, non serve.
Paolo apri' la finestra e una brezza gli raffresco' la faccia. Sarebbe bastato chiudere gli occhi e iniziare un lungo viaggio verso l'orizzonte, (improbabile) verso il profondo cielo. Allargò le braccia e si sollevò verso gli infiniti, (impossibile) laggiù verso Alpha Serpentis.
ofiuco.jpg

La sensazione di velocità era tutta nella sua testa e i passaggi vicino a sistemi doppi o tra ammassi aperti che restituivano la possanza e l'immortalità del Zeus. (inverosimile) La coscienza del tempo ormai non aveva più senso e la velocità sostituiva il passato, il presente e i futuri. L'assurdo diveniva legge e le molteplici vie dell'universo si aprirono senza misteri.

Da qui a Unukalhai fu un lampo, un istantaneo volere. Davanti a un sole enorme, supergigante, ruotavano tutte le leggi fisiche che si autodeterminavano in continuazione, i cambiamenti repentini davano nuove forme e nuove regole. Regole di un istante che sarebbe durato millenni o mai. Paolo era ormai l'entità davanti a quel Sole, di tutta la Terra, rappresentava un Tempo e uno stadio di evoluzione, ecco, disse, eccomi, se ne convinse e felice se ne tornò sul balcone della sua camera da letto con la certezza che l'assurdo era una porta che dava alle dimensioni nascoste da troppo tempo.
Riaccese la luce
si sdraiò sul letto
attese l'alba
contento.

maximoRed